Concorso “La Mia Riviera”

concorso paluello

1° CONCORSO DI PITTURA “LA MIA RIVIERA”

A CHI E’ RIVOLTO
Il concorso è aperto indistintamente ai bambini delle SCUOLE PRIMARIE  e SCUOLA SECONDARIE di PRIMO GRADO nella zona della Riviera del Brenta.
Il Concorso si propone come finalità di svegliare la passione per l’arte nei bambini, con particolare riferimento all’appartenenza del territorio, e per noi adulti di vedere la Riviera del Brenta attraverso gli occhi dei bambini.

QUANDO SI SVOLGE IL CONCORSO

Il concorso e l’esposizione si terranno da venerdì 4 Settembre al 8 Settembre 2015 dalle 18,30 alle 22,00 all’interno della sala parrocchiale di Paluello durante la Sagra Paesana.
COME SI SVOLGE IL CONCORSO

Le opere possono essere create con qualsiasi tecnica su un foglio A4, purché realizzate dai bambini. Il disegno dovrà essere completo di nome, cognome, recapito telefonico per eventuale comunicazione della vincita, classe e scuola del bambino.

I bambini potranno produrre al massimo 2 opere elaborate a scuola o individualmente.

Le opere dovranno essere consegnate entro il 30 Luglio 2015 al comitato sagra  (349 6139993) oppure a Immagine Uomo il barbiere di Paluello   Via Papa Giovanni XXIII, 11,  Paluello si Stra VE.

Saranno premiati i primi 3 classificati per ogni classe, attraverso una giuria durante i giorni della Sagra. Esempio:

1A Elementare: 1°, 2° e 3°

2A Elementare: 1°, 2° e 3°

etc.

Inoltre ci sarà un primo classificato assoluto votato dal pubblico.

La premiazione sarà lunedì 7 Settembre alle ore 21,00.

PREMI (*)

  • Primo classificato assoluto: Cesto di materiale scolastico
  • Primo classificato: 1 Kit di Pittura
  • Secondo classificato: materiale scolastico
  • Terzo classificato: materiale per disegno

A tutti i partecipanti presenti verrà consegnato un piccolo omaggio di consolazione.

(*) I premi potranno variare, pur rimanendo nell’ambito scolastico / disegno.

Comitato Sagra di Paluello

Tempo pieno (40 ore) e tempo modulare (28 ore)

Per la scelta del tempo-scuola vanno fatte una serie di considerazioni: il bambino è arrivato da poco ed ha ancora necessità di passare più tempo possibile in famiglia? Presenta difficoltà di concentrazione, o ha qualche problema di comportamento in situazioni regolamentate? Ha ancora bisogno di imparare a giocare da solo, di trovarsi degli spazi di autonomia? Prevediamo di doverci ritagliare dei pomeriggi per interventi di logopedia, psicomotricità o altro?
In queste situazioni il tempo modulare o normale è sicuramente preferibile.

D’altra parte il tempo pieno consente un tipo di didattica più rilassata: i compiti si fanno generalmente a scuola e all’uscita i bambini possono ‘staccare’ e riposarsi, inoltre, il tempo pieno prevede, spesso, il sabato libero e anche questo può essere molto comodo se i genitori hanno una settimama lavorativa corta.

Quello che conta comunque non è tanto l’organizzazione oraria della scuola quanto le esigenze di ogni determinato bambino e quali esse siano, solo i genitori lo sanno con esattezza, dunque: fidatevi del vostro giudizio. Bisogna mettere insieme tanti elementi e valutarli con franchezza e sincerità. Quello che posso aggiungere che il tempo pieno avendo un monte ore più corposo oltre che permettere dei tempi più distesi nell’apprendimento, riesce a favorire lo sviluppo più omogeneo e completo di varie proposte educative e didattiche!

-Luigi

2015

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Giochi

I giochi personali non vanno portati a scuola. Nel caso che un alunno porti un gioco, questo potrà essere confiscato dagli insegnanti o rotto da un compagno.

Vestiti

A scuola si impara  giocando, pitturando e a volte ci si sporca. E’ meglio che i bambini si vestano comodi, evitando capi nuovi e firmati; preferibilmente vestirsi a cipolla.

Malattia

In caso di malattia o pediculosi nel rispetto di tutti, rientrare a scuola sempre dopo 24 ore che il bambino non presenta sintomi o il consenso del pediatra .

Sicurezza

E necessario educare il proprio figlio a NON lasciare la scuola senza un adulto autorizzato che lo accompagni.

Parolacce

Non e’ costruttivo per i bambini frequentare posti o persone che usano un linguaggio improprio. A scuola e nel contesto sociale va usato un linguaggio adeguato. E’ compito di chi educa far passare questo messaggio.

Comportamento

I bambinii possono  essere coinvolti in situazioni spiacevoli come : aver utilizzato un linguaggio scorretto; aver usato le mani nei confronti di un compagno (dato calci ecc…), E’ utile educare il figlio ad usare il linguaggio per diffendersi, non le mani. Durante l’orario scolastico e’ utile restare seduti e composti. Si chiede ai genitori di fare in modo che il proprio figlio abbia con comportamento consono per un ambiente educativo e sicuro.

TV

E’ meglio limitare l’uso della televisione (un’ora è sufficiente). Evitare di far guardare cartoni “violenti” o farli giocare con giochi dove la violenza è spesso ricorrente. I bambini a scuola tendono sempre ad emulare quello visto nel cartone o piuttosto quello visto nel gioco; non riescono ancora a rendersi conto che queste emulazioni possono avere conseguenze gravi.

Consigli utili:

Alla sera non mangiare pesante; farlo almeno 2 ore prima di andare a dormire.

Andare a letto presto: dormire è necessario per affrontare una giornata di studio. I bambini in età scolare (6-13anni ) hanno bisogno di dormire fra le 9 e 11 ore al giorno, mai meno di 7 o più di 12.

scuola

I compiti

I Compiti
Spesso il momento dei compiti si trasforma in un terreno minato.
Il dovere dei genitori è di far sentire il momento di fare i compiti un momento di importanza. E’ il momento che converte il bambino a ragazzo e che fa crescere la suo autodisciplina e insegna al bambino a gestirsi il SUO tempo. Non e’ necessario che il genitore sia presente sempre mentre fa i compiti. Il genitore deve essere un allenatore che non corre per il proprio atleta. Il genitore deve stare attento a ciò che dice ma anche a ciò che pensa. I bambini sentono queste cose non dette.

Cosa possiamo fare ??

homework

Possiamo dedicare almeno 15 minuti parlando della scuola: che materie hai fatto, hai colorato?
Cominciando parlando della propria giornata.
Mostrare entusiasmo per avere entusiasmo. Per creare entusiasmo e importanza per la scuola, l’anticipare le azioni come rituale crea sicurezza: preparare lo zaino la sera prima, creare un risveglio sereno, mantenere delle regole tipo prepararsi per la scuola e solo dopo permettere del tempo per giocare o guardare la tv.
Mostrare di avere fiducia nella scuola e non parlare mai in modo negativo degli insegnanti e della scuola.
Mostrare che c’è collaborazione tra scuola e casa.
Essere positivi, non usare parole come NO e NON o frasi come “ma guarda come scrivi” o “ma è possibile che non riesci” , “sei un pigrone/a”, “sei svogliato/a”. I bambini assorbono tutto.
E’ meglio restare ottimisti, tollerare lo sbaglio e l’accettazione dei propri limiti, usare parole come “guarda come hai scritto bene e alcune volte male”.
Tenere un ambiente ordinato dove fare i compiti: la cucina mentre facciamo da mangiare non e’ il luogo ideale dove fare i compiti.
E’ meglio pianificare il momento dei compiti, facendo insieme proprio un piano di lavoro con un orario di inizio e uno di fine, includendo le pause, ricordando che l’attenzione di un bambino
di 6 – 7 anni e’ di 15 minuti.
Le pause devono essere di una attività diversa dallo stare seduti e attenti, quindi la televisione non va bene.

Ricordare che sia le coccole, sia lo sgridare sono comunque attenzioni e a volte i bambini hanno certi comportamenti perché chiedono attenzioni.

Bullismo

Bullismo
 
Oggi si sente parlare tanto di bullismo perché i bambini di oggi hanno meno confronti tra loro, oggi i bambini non giocano fuori insieme, sono spesso isolati e questo li rendi emotivamente poveri.
C’è da distinguere tra aggressività (dare un pugno per fare male una volta) e il gioco pesante (oggi tocca a me e domani tocca a te). Diventa bullismo quando la aggressività e’ organizzata nel tempo,  può essere individuale o in gruppo, il livello tra la vittima e il bullo non e’ uguale.
Il bullismo fisico è diretto e diffuso tra maschi, mentre quello verbale è indiretto e sempre più diffuso fra femmine.
Le vittime presentano poco voglia di andare a scuola, hanno spesso oggetti rovinati, presentano rabbia. Sono isolati, hanno una bassa autostima, non si difendono.
I bulli non presentano empatia e non vedono le conseguenze.

Tutti possiamo fare qualcosa

Cosa possiamo fare
E’ importante accogliere e ascoltare i problemi senza dare soluzioni ma invitando il bambino a ragionare. Ad un bambino preoccupato non serve un genitore preoccupato o che parte in quarta.
I bambini devono sapere che si possono dire cose belle ma anche cose brutte, devono essere aiutati a riconoscere e capire le emozioni.
Insegnare ai bambini di essere assertivi: a parlare con alta voce ad una distanza di sicurezza e guardando diritti nei occhi quando c’è un comportamento che non gradisce. 

La vittima presenta spesso ma non sempre  rabbia verso i genitori, gli insegnanti e i compagni di classe perché non riconoscono la sua difficoltà, ha bassa autostima,difficoltà emotive, basso rendimento scolastico, cerca scuse per non andare a scuola mal di testa, mal di pancia, etc. ha disturbi del comportamento, evita il guardare nei occhi, potrebbe pensare che in qualche modo e’ responsabile del bullismo.  Il futuro della vittima potrebbe essere il non essere capace di assumersi delle responsabilità, di non avere un ruolo sociale nella norma e difficoltà ad avere relazioni interpersonale.

I genitori  provano rabbia verso gli altri ragazzi, senso di colpa per l’incapacità di proteggere il proprio figlio, disappunto per la mancanza di intervento da parte della scuola nel non proteggere il figlio. E’ utile che i genitori ascoltino tutto ciò che il figlio dice e sente, rassicurino il figlio che nessuno ha il diritto di comportarsi così, tenere un comportamento esemplare e non partire in quarta (facile dire difficile d’applicare),avere fiducia in SE STESSO e stimolare l’autostima del figlio, incoraggiare il figlio ad avere un gruppo di amici, consigliare al figlio di evitare di rimanere da sola con il bullo, aiutare il figlio a capire che deve chiedere aiuto quando ne ha bisognoe parlare con gli insegnanti e preside tenendo conto che potrebbero non essere a conoscenza del problema.


Il Bullo ha una incapacità di controllare gli impulsi, Incapacità di accettare regole, opinione di sé esagerata, a volte e’ ostile nei confronti  verso genitori e insegnanti e  presenta mancanza di empatia.  Il futuro di un bullo “non curato” e’ in ospedale o in prigione.

I genitori dei bulli generalmente giustificano il comportamento del proprio figlio a volte negano il problema, possono presentare senso di colpa per il comportamento del proprio figlio. Spesso chiedono continuamente conferma del fatto che il loro figlio non ha problemi. E’ utile che i genitori siano consapevoli della difficolttà del PROPRIO figlio, di cui loro stessi potrebbero essere parte. Non per colpa ma semplicemente perche NESSUNO e’ un genitore perfetto. Per questo motivo e necessario cooperare con la scuola e/o un professionale che offra supporto.

I Presenti, i ragazzi che osservano hanno un ruolo determinante il loro comportamento possono facilitare o inibire il bullismo. Educarli a  NON ridere, parlare con gli insegnanti e a NON  facilitare il bullo.
Contro il bullismo!

Contro il bullismo!

Per ulteriore informazione http://www.e-abc.eu/it/bullismo/