I compiti

I Compiti
Spesso il momento dei compiti si trasforma in un terreno minato.
Il dovere dei genitori è di far sentire il momento di fare i compiti un momento di importanza. E’ il momento che converte il bambino a ragazzo e che fa crescere la suo autodisciplina e insegna al bambino a gestirsi il SUO tempo. Non e’ necessario che il genitore sia presente sempre mentre fa i compiti. Il genitore deve essere un allenatore che non corre per il proprio atleta. Il genitore deve stare attento a ciò che dice ma anche a ciò che pensa. I bambini sentono queste cose non dette.

Cosa possiamo fare ??

homework

Possiamo dedicare almeno 15 minuti parlando della scuola: che materie hai fatto, hai colorato?
Cominciando parlando della propria giornata.
Mostrare entusiasmo per avere entusiasmo. Per creare entusiasmo e importanza per la scuola, l’anticipare le azioni come rituale crea sicurezza: preparare lo zaino la sera prima, creare un risveglio sereno, mantenere delle regole tipo prepararsi per la scuola e solo dopo permettere del tempo per giocare o guardare la tv.
Mostrare di avere fiducia nella scuola e non parlare mai in modo negativo degli insegnanti e della scuola.
Mostrare che c’è collaborazione tra scuola e casa.
Essere positivi, non usare parole come NO e NON o frasi come “ma guarda come scrivi” o “ma è possibile che non riesci” , “sei un pigrone/a”, “sei svogliato/a”. I bambini assorbono tutto.
E’ meglio restare ottimisti, tollerare lo sbaglio e l’accettazione dei propri limiti, usare parole come “guarda come hai scritto bene e alcune volte male”.
Tenere un ambiente ordinato dove fare i compiti: la cucina mentre facciamo da mangiare non e’ il luogo ideale dove fare i compiti.
E’ meglio pianificare il momento dei compiti, facendo insieme proprio un piano di lavoro con un orario di inizio e uno di fine, includendo le pause, ricordando che l’attenzione di un bambino
di 6 – 7 anni e’ di 15 minuti.
Le pause devono essere di una attività diversa dallo stare seduti e attenti, quindi la televisione non va bene.

Ricordare che sia le coccole, sia lo sgridare sono comunque attenzioni e a volte i bambini hanno certi comportamenti perché chiedono attenzioni.

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