Aiuto Famiglie

In ogni comune possiamo trovare informazione e aiuto presso il Ufficio del Assistente Sociale. Sono loro che ci possono indicare altre strutture e aiuto di tutti tipi.
Loro sono al servizio del cittadino che coinvolgono tutte le fasi della vita dal concepimento alla vecchiaia.

Le Competenze sono e non limitato al:
•Contributi e benefici economici (Minimo Vitale, Contributi Assistenziali, Contributi Affitti)
•Segretariato sociale (Minori, Affidi, Adozioni, Disagio Sociale)
•Assistenza Domiciliare (interventi contro l’istituzionalizzazione)
•Turismo sociale (Soggiorni climatici in località marine e montane)
•Telesoccorso – telecontrollo
•Trasporti (Utenti in disagiate condizioni presso strutture o Enti)
•Ricoveri (Ospedalieri , in Case di Riposo, Comunità, Centri Diurni ecc.)
•ATER: Domande; Graduatorie; Assegnazioni; Mobilità

Anche i nostri ospedali possono esserci d’aiuto
PUNTO D’ASCOLTO PER GENITORI

Attraverso il SEPS
Servizio per l’Educazione e la Promozione della Salute

Vi possono accedere tutti i genitori che si trovano a vivere momenti di crisi e/o difficoltà nel rapporto educativo con i propri figli.

Medici e psicologi esperti sulle problematiche giovanili e sulle tematiche educative potranno fornire ascolto e consulenza, aiutare a dare un senso a ciò che sta capitando in famiglia, rinforzare le competenze genitoriali ed educative e, in caso di necessità, indirizzare ai servizi di competenza dell’Azienda Ulss 13.

Si attua presso la sede del Seps in Riviera XXIX aprile 2, al primo piano di Villa Massari, dell’ospedale civile di Dolo; l’accesso è gratuito e l’appuntamento si fissa telefonicamente o di persona, chiedendo della responsabile del punto d’ascolto.

Consigli

L’autorevolezza che i nostri figli ci chiedono
Un bambino non può crescere con il paracadute, ma deve vivere le esperienze che lo
formeranno per la vita; va incoraggiato ad andare controcorrente ed a tirare fuori la
propria personalità. L’educazione “adultocentrica” è negativa, perché non tutte le
difficoltà della vita vanno prevenute ed allontanate. Rovesciare l’idea dell’educazione
“preconfezionata” è sicuramente una sfida non facile, ma che va affrontata dalle
famiglie con coraggio. Oggi purtroppo viviamo in un mondo in cui si istruisce molto
ma si educa poco: l’educazione corretta si basa invece non sulla conquista dell’amore
e dell’affetto dei figli a suon di sì ma sull’impegno reciproco.
Perché i genitori accettino la sfida dell’educazione è necessario che mettano in
discussione loro stessi ed alcuni stereotipi: la crescita è innanzitutto autonomia.
E’ importante, soprattutto in un periodo di crisi economica come quello che stiamo
vivendo, capire cos’è per i figli l’essenziale e sforzarsi che non venga loro a mancare,
evitando però di favorire l’ozio o di alleggerire la loro vita, tentando di allontanarli
dalla fatica e trasformandoci in loro camerieri o peggio ancora in loro bancomat.
Fondamentale è invece insegnare loro a camminare con le proprie gambe: questo è il
miglior regalo che possiamo fare ai nostri figli perché diventino degli adulti
responsabili, autonomi e pronti a prendere in mano la loro vita.
Dovremmo insomma trovare il coraggio di esimerci dall’idea di asportare
chirurgicamente ogni forma di dolore e di frustrazione dal cammino di crescita dei
nostri figli. Finché l’adulto si offre di sostituirsi al bambino, appianandogli qualsiasi
complicazione e cercando di risolvere al suo posto ogni questione complessa, il
piccolo crescerà pensando che ci sarà sempre qualcuno che affronterà prima e meglio
di lui le faccende più spinose, e che dunque non vale la pena cimentarvisi.
Johann Wolfgang von Goethe ha scritto le seguenti parole che sembrano pensate
proprio per i giovani di oggi alla ricerca di una luce:
“ Fino a quando non decidi d’impegnarti, c’è dubbio; la possibilità di tirarti indietro.
C’è una verità fondamentale riguardo alle nostre scelte: quando ci impegniamo
davvero, anche la Provvidenza s’impegna con noi. Ignorare questa verità uccide
un’incalcolabile quantità d’ idee e splendidi progetti.
Quando ci impegniamo, arriva a noi ogni tipo di aiuto che, senza quest’impegno, non
arriverebbe mai.
Tutto un flusso di eventi si scatena dalla decisione presa, provocando a nostro favore
ogni tipo d’incontri, accadimenti imprevisti e aiuti materiali che mai avremmo
sognato potessero succedere.
Qualunque cosa a cui tu aspiri, inizia a farla!
L’osare porta con sé genio, potere e magia.
Comincia adesso!
Dott.ssa Beatrice Pelizzaro, educatrice e terapeuta sistemico-famigliare.
Articolo estratto da una lezione per genitori tenutasi presso l’associazione “Piccolo Anatroccolo”,
Servizi per l’infanzia, Fiesso d’Artico.
Associazione Piccolo Anatroccolo
Servizi per l’Infanzia

..non sempre gradite

..non sempre gradite


Quelle difficili..

I Compiti
Spesso il momento dei compiti si trasforma in un terreno minato.
Il dovere dei genitori è di far sentire il momento di fare i compiti un momento di importanza. E’ il momento che converte il bambino a ragazzo e che fa crescere la suo autodisciplina e insegna al bambino a gestirsi il SUO tempo. Non e’ necessario che il genitore sia presente sempre mentre fa i compiti. Il genitore deve essere un allenatore che non corre per il proprio atleta. Il genitore deve stare attento a ciò che dice ma anche a ciò che pensa. I bambini sentono queste cose non dette.

Cosa possiamo fare ??

homework

Possiamo dedicare almeno 15 minuti parlando della scuola: che materie hai fatto, hai colorato?
Cominciando parlando della propria giornata.
Mostrare entusiasmo per avere entusiasmo. Per creare entusiasmo e importanza per la scuola, l’anticipare le azioni come rituale crea sicurezza: preparare lo zaino la sera prima, creare un risveglio sereno, mantenere delle regole tipo prepararsi per la scuola e solo dopo permettere del tempo per giocare o guardare la tv.
Mostrare di avere fiducia nella scuola e non parlare mai in modo negativo degli insegnanti e della scuola.
Mostrare che c’è collaborazione tra scuola e casa.
Essere positivi, non usare parole come NO e NON o frasi come “ma guarda come scrivi” o “ma è possibile che non riesci” , “sei un pigrone/a”, “sei svogliato/a”. I bambini assorbono tutto.
E’ meglio restare ottimisti, tollerare lo sbaglio e l’accettazione dei propri limiti, usare parole come “guarda come hai scritto bene e alcune volte male”.
Tenere un ambiente ordinato dove fare i compiti: la cucina mentre facciamo da mangiare non e’ il luogo ideale dove fare i compiti.
E’ meglio pianificare il momento dei compiti, facendo insieme proprio un piano di lavoro con un orario di inizio e uno di fine, includendo le pause, ricordando che l’attenzione di un bambino
di 6 – 7 anni e’ di 15 minuti.
Le pause devono essere di una attività diversa dallo stare seduti e attenti, quindi la televisione non va bene.
Ricordare che sia le coccole, sia lo sgridare sono comunque attenzioni e a volte i bambini hanno certi comportamenti perché chiedono attenzioni.

Cosa fare dopo scuola?


Anche se lavoro più spesso con gli adulti mi è capitato molte volte che alcuni genitori mi chiedessero come poter aiutare i propri figli. La mia risposta è sempre stata la stessa:
“Aiuta te stesso!”.
I bambini sono perfetti. Nei primi anni osservano, ascoltano, imparano, assorbono tutto quello che i genitori fanno, dicono e non dicono. I bambini non imparano solo quello che noi gli diciamo, ma anche dai nostri comportamenti e dalle nostre emozioni. Sentono perfettamente cosa proviamo. Se siamo tristi, arrabbiati, preoccupati, insomma sanno molto bene se c’è qualcosa che non va. Come facciamo a saperlo? Basta osservarli. Se i figli non si sentono bene, sono agitati è perché in casa c’è qualcosa che non funziona, c’è qualcosa di poco armonioso. Più è evidente il sintomo del bambino più è importante la questione in famiglia.
Uno dei motivi è perché noi adulti proiettiamo sugli altri e quindi anche sui figli i nostri pensieri, siano essi positivi che negativi. Non lo facciamo consapevolmente, ma lo facciamo.
Per spiegare meglio cosa intento per proiettare vi faccio questo esempio.

Siamo a casa e stiamo guardando un dvd alla televisione. Non vogliamo più vedere quel film e decidiamo di cambiarlo che facciamo? Cerchiamo di cambiare le immagini dallo schermo, o cambiamo il dvd?
Cambiamo il contenuto del proiettore per avere qualcosa di diverso sullo schermo.
Fuor di metafora. Noi siamo il proiettore, il dvd sono i nostri pensieri, comportamenti, e lo schermo sono i figli.
Se voglio vedere i bambini più felici non devo andare a cambiare loro, bensì dovrò fare io qualcosa di diverso, cambiare il dvd dei miei pensieri che proietto sullo schermo della loro vita.

I nostri genitori lo hanno fatto con noi e i nostri nonni con i nostri genitori e così via nei secoli dei secoli.
Loro non avevano la conoscenza che abbiamo noi oggi. E io credo sia un grande segno di rispetto e un bel gesto d’amore quello di apprendere queste cose per il nostro bene.
Se vogliamo insegnare loro ad essere felici dobbiamo esserlo noi!
Saper comunicare con i figli è di fondamentale importanza, è un modo per fagli sapere quanto li amiamo e quanto siamo disposti a fare per i loro bene.

“Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sè”
Neruda
Alberto Agnoletto
www.respiroitalia.info

Da ricordare

Dopo Scuola

Servizi per genitori che si trovano in difficoltà a gestire il lavoro e la famiglia dopo l'orario scolastico.

Servizio di Trasporto


Da scuola a dopo scuola

Musica, Attività Sportiva, Aiuto Compiti sono tutti temi da approfondire per l’aiuto alle famiglie.

Qualcosa da leggere?

Quando ho un dubbio su come spiegare una cosa a mio figlio corro da un libro… Ho trovato la libreria perfetta dove il personale “Il libro con gli stivali” mi accoglie sempre con un sorriso e mi consiglia dei libri da leggere al mio piccolo prima di andare a letto-
Io arrivo e dico “Mi serve un libro per un bambino che…. ” e loro subito mi tirano fuori due o tre libri che fanno al caso mio. A volte bastano solo due pagine perchè io mi specchi e scelga. Per i compleanni, ormai e’ il nostro negozio fisso. Perche’ regalare un gioco che occupa spazio? Un libro, si puo prestare, “ri-regalare” oppure donare ad una biblioteca quando non lo vogliamo più. Il Libro con gli Stivali hanno libri anche per noi genitori anche se lo stesso libro che leggiamo al nostro piccolo è spesso adatto anche a noi.

Consigli di Dott.ssa Beatrice Pelizzaro

Consigli di Dott.ssa Beatrice Pelizzaro

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