Andare a scuola

Come scegliere una scuola

Scegliere la scuola elementare è una decisione molto importante e per nulla semplice: va fatta prima una valutazione complessiva del plesso e poi quella degli insegnanti della classe. Il clima complessivo è importante perché, al di là delle differenze tra una classe e l’altra e tra i vari insegnanti, ogni scuola ha una sua storia, delle tradizioni e presenta caratteristiche che finiscono con l’influenzare un po’ tutti gli insegnanti che vi lavorano.

Come individuare queste peculiarità? Il documento che fa da carta d’identità di un istituto scolastico è il Pof, il Piano dell’offerta formativa, che raccoglie i dati riguardanti sia l’organizzazione che il progetto educativo e didattico (può essere richiesto dai genitori in segreteria). Dal Pof si possono capire le scelte dell’istituto, in particolare esaminando la parte che riguarda i Progetti e i Laboratori, che sono poi la traduzione nella didattica degli intenti educativi. Però si sa, la carta si lascia scrivere, e non sempre a tante belle parole corrispondono delle azioni coerenti ed efficaci.
Per questo è sempre consigliabile utilizzare altri canali d’informazione: parlare con la/il Dirigente esponendogli le nostre esigenze ci consentirà di capire la sua sensibilità o meno ai nostri argomenti. Un colloquio franco e sincero ci permetterà di capire meglio il clima educativo, la disponibilità ad accogliere realmente i bambini nella loro interezza e complessità di persone. Si possono fare domande esplicite: hanno esperienza di bambini adottivi? Quali progetti specifici si attuano nell’ambito della multiculturalità? Quale importanza è attribuita al rendimento scolastico ? ecc. Una passeggiata per i corridoi inoltre, può aiutare a comprendere se e come viene affrontato il discorso della diversità. Spesso i lavori dei bambini vengono esposti anche al di fuori delle aule; fare un giretto per i locali della scuola ci farà annusare un po’ l’aria che tira. Tuttavia, ciò che conta di più è il passa-parola, la valutazione dell’esperienza scolastica da parte di genitori che già hanno, o hanno avuto, i figli in quella scuola; non basiamoci però sul tam-tam generico, che a volte è senza reale fondamento, ma rivolgiamoci a persone di cui ci fidiamo e con le quali condividiamo le idee in fatto di educazione o comunque con le quali ci sentiamo in sintonia per visioni e sensibilità. Lo stesso vale per gli insegnanti.

Tempo pieno o tempo normale

Per la scelta del tempo-scuola vanno fatte una serie di considerazioni: il bambino è arrivato da poco ed ha ancora necessità di passare più tempo possibile in famiglia? Presenta difficoltà di concentrazione, o ha qualche problema di comportamento in situazioni regolamentate? Ha ancora bisogno di imparare a giocare da solo, di trovarsi degli spazi di autonomia? Prevediamo di doverci ritagliare dei pomeriggi per interventi di logopedia, psicomotricità o altro?
In queste situazioni il tempo modulare o normale è sicuramente preferibile.

D’altra parte il tempo pieno consente un tipo di didattica più rilassata: i compiti si fanno generalmente a scuola e all’uscita i bambini possono ‘staccare’ e riposarsi, inoltre, il tempo pieno prevede, spesso, il sabato libero e anche questo può essere molto comodo se i genitori hanno una settimama lavorativa corta.

Quello che conta comunque non è tanto l’organizzazione oraria della scuola quanto le esigenze di ogni determinato bambino e quali esse siano, solo i genitori lo sanno con esattezza, dunque: fidatevi del vostro giudizio. Bisogna mettere insieme tanti elementi e valutarli con franchezza e sincerità. Quello che posso aggiungere che il tempo pieno avendo un monte ore più corposo oltre che permettere dei tempi più distesi nell’apprendimento, riesce a favorire lo sviluppo più omogeneo e completo di varie proposte educative e didattiche!
-Luigi 2015

A SCUOLA

Chi è il RAPPRESENTANTE di Classe  e a cosa serve  ?

Nelle nostre scuola abbiamo maestri che a loro volta hanno famiglie e casa. Si sa che le maestre lavorano più ore di quelle riconosciute, in quanto una parte del loro lavoro è organizzato e preparato anche a casa, togliendo a loro tempo alla propria famiglia.

Il Rappresentante di classe è un incarico importante e molto utile per l’andamento della scuola, è un genitore particolarmente interessato al mondo della scuola e alle relazioni che vi si instaurano. Egli mette quindi a disposizione il proprio tempo e porta il suo contributo di esperienze e di capacità per partecipare direttamente alla vita dell’ambiente in cui suo figlio vive la maggior parte della giornata, per farsi carico di un pezzo di cammino di tutta la classe in cui il figlio è iscritto.

Il Rappresentante di classe ha i doveri di:

– fare da tramite tra i genitori che rappresenta e l’istituzione scolastica, creando un clima di dialogo positivo, di fiducia, di collaborazione tra genitori, alunni, maestra della classe.

– tenersi aggiornato riguardo la vita della scuola

– essere presente alle riunioni generali, alle riunioni di Interclasse e Consiglio  d’Istituto

– informare e promuovere iniziative volte ai genitori che rappresenta e sulla vita della scuola

– coinvolgere nella vita scolastica le famiglie che rappresenta

– farsi portavoce del parere dei genitori della classe che rappresenta, raccogliendo bisogni, problemi, opinioni, valutazioni e richieste per farli presente alla maestra interessata, al Comitato di Genitori e/o all’Interclasse.

-rendersi utili alle insegnanti, permettendo loro di svolgere al meglio il percorso con i bambini.

-conoscere il Regolamento della scuola.

– conoscere i compiti e le funzioni dei vari Organi della Scuola.

– essere convocato alle riunioni del Comitato di Genitori e Interclasse.

 

Il rappresentante di classe NON ha il diritto di:

– occuparsi di casi singoli relativi ai bambini

– trattare o esprimere giudizi su argomenti di esclusiva competenza degli altri Organi della scuola (per esempio quelli inerenti alla didattica ed il metodo e tempi di insegnamento).

– diffondere giudizi sull’operato comitato a cui appartiene

Il rappresentante di classe NON è tenuto a:

-comprare materiale necessario alla classe o alla scuola o alla didattica con fondi propri.

Se sei interessato/a a coprire questo ruolo puoi candidarti come Rappresentante della classe di tuo figlio. Rispettando i vari ruoli  permetterà di rendere l’ambiente simpatico, sereno e armonioso per tutti, specialmente per l’educazione del proprio figli.

 

Merende

Meglio se merende sane

Daily Snack

Daily Snack sheet
chiedi una per la tua famiglia

Giochi

I giochi personali non vanno portati a scuola. Nel caso che un alunno porti un gioco, questo potrà essere confiscato dagli insegnanti o rotto da un compagno.

Vestiti

A scuola si impara giocando, pitturando e a volte ci si sporca. E’ meglio che i bambini si vestano comodi, evitando capi nuovi e firmati; preferibilmente vestirsi a cipolla.

Malattia

In caso di malattia o pediculosi nel rispetto di tutti, rientrare a scuola sempre dopo 24 ore che il bambino non presenta sintomi o il consenso del pediatra .

Sicurezza

E necessario educare il proprio figlio a NON lasciare la scuola senza un adulto autorizzato che lo accompagni.

Parolacce

Non e’ costruttivo per i bambini frequentare posti o persone che usano un linguaggio improprio. A scuola e nel contesto sociale va usato un linguaggio adeguato. E’ compito di chi educa far passare questo messaggio.

Comportamento

I bambinii possono essere coinvolti in situazioni spiacevoli come : aver utilizzato un linguaggio scorretto; aver usato le mani nei confronti di un compagno (dato calci ecc…), E’ utile educare il figlio ad usare il linguaggio per diffendersi, non le mani. Durante l’orario scolastico e’ utile restare seduti e composti. Si chiede ai genitori di fare in modo che il proprio figlio abbia con comportamento consono per un ambiente educativo e sicuro.

TV

E’ meglio limitare l’uso della televisione (un’ora è sufficiente). Evitare di far guardare cartoni “violenti” o farli giocare con giochi dove la violenza è spesso ricorrente. I bambini a scuola tendono sempre ad emulare quello visto nel cartone o piuttosto quello visto nel gioco; non riescono ancora a rendersi conto che queste emulazioni possono avere conseguenze gravi.

Consigli utili:

Alla sera non mangiare pesante; farlo almeno 2 ore prima di andare a dormire.

Andare a letto presto: dormire è necessario per affrontare una giornata di studio. I bambini in età scolare (6-13anni ) hanno bisogno di dormire fra le 9 e 11 ore al giorno, mai meno di 7 o più di 12.

scuola

I Compiti
Spesso il momento dei compiti si trasforma in un terreno minato.
Il dovere dei genitori è di far sentire il momento di fare i compiti un momento di importanza. E’ il momento che converte il bambino a ragazzo e che fa crescere la suo autodisciplina e insegna al bambino a gestirsi il SUO tempo. Non e’ necessario che il genitore sia presente sempre mentre fa i compiti. Il genitore deve essere un allenatore che non corre per il proprio atleta. Il genitore deve stare attento a ciò che dice ma anche a ciò che pensa. I bambini sentono queste cose non dette.

Cosa possiamo fare ??

homework

Possiamo dedicare almeno 15 minuti parlando della scuola: che materie hai fatto, hai colorato?
Cominciando parlando della propria giornata.
Mostrare entusiasmo per avere entusiasmo. Per creare entusiasmo e importanza per la scuola, l’anticipare le azioni come rituale crea sicurezza: preparare lo zaino la sera prima, creare un risveglio sereno, mantenere delle regole tipo prepararsi per la scuola e solo dopo permettere del tempo per giocare o guardare la tv.
Mostrare di avere fiducia nella scuola e non parlare mai in modo negativo degli insegnanti e della scuola.
Mostrare che c’è collaborazione tra scuola e casa.
Essere positivi, non usare parole come NO e NON o frasi come “ma guarda come scrivi” o “ma è possibile che non riesci” , “sei un pigrone/a”, “sei svogliato/a”. I bambini assorbono tutto.
E’ meglio restare ottimisti, tollerare lo sbaglio e l’accettazione dei propri limiti, usare parole come “guarda come hai scritto bene e alcune volte male”.
Tenere un ambiente ordinato dove fare i compiti: la cucina mentre facciamo da mangiare non e’ il luogo ideale dove fare i compiti.
E’ meglio pianificare il momento dei compiti, facendo insieme proprio un piano di lavoro con un orario di inizio e uno di fine, includendo le pause, ricordando che l’attenzione di un bambino
di 6 – 7 anni e’ di 15 minuti.
Le pause devono essere di una attività diversa dallo stare seduti e attenti, quindi la televisione non va bene.

Ricordare che sia le coccole, sia lo sgridare sono comunque attenzioni e a volte i bambini hanno certi comportamenti perché chiedono attenzioni.

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